Studio Ethos - Progettazione Eco Sostenibile

Cosa vuol dire vivere all'interno di un edificio esistente energeticamente riqualificato?

Per anni, siamo stati abituati a vivere all'interno di edifici che sono stati progettati e costruiti senza pensare a quale sarebbe stato il loro costo di gestione energetica, e senza pensare quale fosse il comfort che gli stessi potessero dare ai loro utilizzatori. Per anni gli utilizzatori non si sono mai preoccupati dell'ammontare economico, delle bollette riferite alle varie utenze, quali combustibile per riscaldamento e acqua calda sanitaria, elettricità e acqua.
Da qualche anno, per una serie di motivi che non mi dilungo ad elencare, non si può più ignorare lo sperpero di energia, ne tantomeno il relativo costo; dobbiamo progettare e vivere all'interno di edifici che riducano i costi energetici e che migliorino laddove possibile, anche il comfort abitativo.

 

Cosa vuol dire vivere all'interno di un edificio esistente energeticamente riqualificato, quali accorgimenti adottare e quali principi seguire ai fini di un corretto utilizzo?

Innanzi tutto, bisogna modificare alcuni principi di gestione dell'immobile, poiché è importante cambiare il concetto di utilizzo dell'energia ( termica ed elettrica) e dell'acqua potabile, rapportandolo alle reali necessità, cercando di farne un utilizzo raziocinato; è pertanto intuitivo che non bisogna tenere accese luci quando non serve, tenere aperti i rubinetti mentre ci si fa la barba o durante tutta la durata della doccia, tenere aperte per lungo tempo le finestre nei periodi in cui il riscaldamento è in funzione.
Fatto questo, l'edificio riqualificato farà la sua parte, disperdendo meno energia termica, con conseguente minore utilizzo dell'impianto di riscaldamento.
E' comunque importante sapere, che la gestione del calore non è completamente improntata sul sistema impianto che di fatto, se progettato correttamente, interagisce anche con l'utilizzo dell'involucro da parte dell'individuo, attraverso una correlazione con tutto ciò che viene definito apporto gratuito. Gli apporti gratuiti, in un edificio che ha subito una riqualificazione energetica, possono ridurre nei periodi invernali o nelle mezze stagioni l'esigenza dell'involucro di attingere all'impianto di riscaldamento e pertanto è importante che l'utilizzatore, impari a conoscere quali siano gli apporti gratuiti sia per la gestione del periodo invernale sia per la gestione del periodo estivo.

 

Gli apporti gratuiti:
- l'energia solare: il sole durante il periodo autunnale ed invernale, irraggia gli edifici secondo angolazioni più basse rispetto all'orizzonte e pertanto, è importante capire quali siano le finestre che durante questi mesi vengono irraggiate, comportando di fatto se le si mantiene esposte ai raggi solari un riscaldamento degli ambienti completamento gratuito. Lo stesso concetto, vale per il periodo estivo, dove contrariamente questi apporti gratuiti, sono molto pericolosi in quanto l'energia di irraggiamento è superiore e con angoli diversi e pertanto, bisogna schermare tutte quelle finestre che durante le ore diurne vengono irraggiate, con grande riguardo ad eventuali lucernari (velux) presenti sul coperto, che trasmettono all'interno degli ambienti, una quantità di energia solare non sostenibile ai fini del comfort. E' importante sapere che un edificio che è stato riqualificato, sostanzialmente attraverso l'isolamento delle pareti verticali e della copertura, impedisce di fatto la dispersione termica verso l'esterno dell'energia prodotta/accumulata all'interno dell'involucro, oltre che a rallentare e diminuire sostanzialmente il flusso dell'aria fredda esterna verso l'interno, pertanto tutta l'energia che viene introdotta all'interno dell'edificio dagli apporti gratuiti, in primis quella derivante dall'irraggiamento solare non riesce ad uscire se non attraverso l'utilizzo di un condizionatore durante le ore diurne o il ricambio dell'aria nelle ore notturne, salvo nei giorni in cui nella nostra zona anche nelle ore notturne le temperature esterne sono superiori ai 26 gradi.
I principali apporti gratuiti nel regime invernale o meglio dal tardo autunno fino alla metà della primavera, sono principalmente:
- l'irraggiamento solare,

- gli elettrodomestici che producono calore, quali frigorifero, Phon, Tv, ecc... forno e fuochi di cottura e l'impianto di illuminazione,

per cui attraverso il normale utilizzo dell'involucro e prestando attenzione all'irraggiamento solare proveniente dalle finestre si contribuisce al riscaldamento degli ambienti in parte gratuitamente ed in parte tramite un utilizzo di altre energie utilizzate per altri scopi.

 

Consigli per vivere all'interno di un edificio riqualificato nella pianura padana:
- In regime invernale, sfruttare e tenere presente che gli apporti gratuiti contribuiscono al risparmio di combustibile per riscaldamento, arieggiare i locali per il normale ricambio d'aria aprendo tutte le finestre per 10/15 minuti e non mantenendo aperte finestre a ribalta per più tempo (questo e solo uno spreco di energia- dispersione di calore); evitare quanto più possibile le attività domestiche che producono umidità relativa ovvero vapore acqueo poiché l'aumento di tali parametri può comportare la comparsa di condensa superficiale sulle superfici più fredde, in tal caso occorre effettuare un ricambio d'aria, poiché nei mesi invernali l'aria esterna e tendenzialmente meno umida di quella presente negli ambienti riscaldati e di fatto si va ad espellere una buona parte del vapore acqueo che in genere sta in un rapporto tra esterno ed interno di circa 1 a 3.
- In regime estivo, si ha l'effetto contrario bisogna limitare quanto più possibile questi apporti gratuiti principalmente quelli solari schermando le finestre e effettuando i ricambi d'aria nelle prime ore del mattina e durante le ore notturne.

 

ISTRUZIONI PER L'USO: COME RIQUALIFICARE ENERGETICAMENTE UN EDIFICIO

Cosa significa risanare/riqualificare correttamente un edificio?
• Ridurre i consumi energetici e di conseguenza i costi delle bollette
• Migliorare il benessere abitativo (comfort)
• Contribuire in prima persona alla tutela del clima e dell'ambiente
• Incrementare il valore commerciale dell'immobile

 

Va da se che i quattro punti suddetti ci indicano anche del perché bisogna riqualificare energeticamente un edificio.

 

Quando si deve riqualificare energeticamente un edificio?
Sicuramente nel momento in cui il cittadino per sua volontà vuole mettere in atto i concetti richiamati in precedenza, ma soprattutto quando subentra l'esigenza di apportare opere di ammodernamento per i motivi più svariati; questa è la fase dove attraverso la consulenza di tecnici specializzati e competenti è opportuno nonché conveniente, eseguire un risanamento energetico.

Un classico esempio: 

Restauro delle facciate dell'edificio includendo anche la realizzazione di un isolamento a cappotto con incidenze dei costi contenuti visti i costi fissi già contemplati (vedi ponteggi e parte di mano d'opera). L'incremento dei costi per eseguire le opere aggiuntive di risanamento energetico, vengono recuperati in pochi anni a seguito del risparmio sulle bollette.

Stesso concetto lo si può applicare al rifacimento del manto di copertura andando ad inserire tra il solaio ed il manto di copertura un adeguato ed idoneo strato di materiale isolante (mai inferiore ai 12 cm. ). 


Quale percorso intraprendere per avvicinarsi in maniera corretta al risanamento energetico del proprio edificio/unita immobiliare?
Innanzi tutto bisogna che sia ben chiaro che ogni edificio ha una sua storia e una sua identità; questo per indurci a comprendere che molto spesso le soluzioni adottate per l'edificio del vicino possono non essere ideali per il nostro.
E' fondamentale quindi, avvalersi della consulenza di un tecnico specializzato, di provata competenza in materia di riqualificazione energetica, per farsi consigliare e accompagnare durante tutto l'iter progettuale ed esecutivo.
I concetti che il consulente deve analizzare sono:
• Una corretta e attenta analisi dell'edificio atta a mettere in luce tutte le criticità dello stesso identificando tutti gli elementi costruttivi quali pareti esterne, solaio contro terra o verso scantinato, tetto, infissi , ed impianti di riscaldamento e raffrescamento.
• Verifica del fabbisogno termico per il riscaldamento e/o raffrescamento e del fabbisogno di energia primaria per consentire di individuare gli interventi da porre in opera nel rispetto degli obiettivi prefissati dalla committenza.
• Definizione delle alternative progettuali e costi relativi.
• Definizione del progetto esecutivo con evidenza dei dettagli per l'eliminazione/riduzione dei ponti termici
• Redazione di computo metrico e capitolato di appalto per la richiesta delle offerte sul mercato
• E molto importante che la committenza comprenda che un intervento di riqualificazione non lo si ottiene solo sulla carta ovvero attraverso la redazione di un ottimo progetto; è oltremodo importante che il progetto sia realizzato correttamente con l'ausilio di una Direzione lavori scrupolosa di tutte le fasi previste.
• A seconda dell'obiettivo prefissato ovvero del grado di riqualificazione energetica stabilito possono essere indispensabili in fase d'opera e a fine lavori, controlli sulla qualità delle opere eseguite dall'impresa quali ad es. il Blower - Door - Test ( test di tenuta all'aria dell'involucro) e l'eventuale processo di Certificazione Energetica a cura di Enti Autorizzati (Vedasi Agenzia Casaclima o Passive House Institute)
E' importante sapere che è sempre consigliabile valutare una riqualificazione energetica globale rispetto ad interventi parziali, nel rispetto dei requisiti di risparmio sia dei costi d'intervento sia sei costi energetici da sostenere dopo lo stesso e di salubrità degli ambienti.


Quali sono gli interventi da eseguire per conseguire una riqualificazione energetica?
• Isolare le pereti esterne mediante realizzazione di un cappotto esterno (sol. Consigliata) anche abbinata ad una facciata ventilata, isolamento interno ( da consigliare solo in caso si impossibilita ad intervenire all'esterno.
• Isolamento dell'ultimo solaio e del tetto attraverso la posa di pannelli isolanti possibilmente a più alta densità rispetto a quelli utilizzati sulle pareti, per ovviare maggiormente anche al surriscaldamento per irraggiamento della struttura nei mesi estivi. In genere l'isolamento del tetto e dell'ultimo solaio viste le diverse tipologie costruttive e l'intersezione con le strutture verticali, nasconde diverse insidie e pertanto è necessario avere un approccio specialistico onde evitare spiacevoli inconvenienti post intervento.
• Isolare il solaio verso lo scantinato o contro terra con idonei materiali e spessori.
• Sostituzione degli infissi esterni prevedendo montaggi certificati ,la posa in opera e fondamentale per raggiungere il risultato per il quale l'infisso ad alta prestazione è stato realizzato (montare un infisso performante in modo non appropriato vuol dire non consentire allo stesso di svolgere la sua funzione in altre parole si sono spesi male i soldi). La sostituzione degli infissi andrebbe sempre realizzata in concomitanza con l'isolamento delle pareti, per ridurre fenomeni di condensa e di muffe che molto spesso si manifestano a causa della loro maggiore prestazione energetica rispetto alle pareti esterne.
• Sostituzione dei cassonetti che in genere rappresentano uno dei maggiori punti deboli delle pareti perimetrali, in quanto mai isolati e mai montati per essere a tenuta all'aria; in alcuni casi si possono riqualificare gli esistenti mediante applicazione di materiali isolanti e la sigillatura di tutte le fughe e gli interstizi esistenti.
Tutti gli isolamenti devono essere realizzati avendo cura di eliminare e/o ridurre tutti i ponti termici che il consulente ha individuato nella fase iniziale del percorso progettuale; questo aspetto è un presupposto indispensabile per una riqualificazione efficace.
• E' inoltre opportuno citare l'impianto di ventilazione meccanica controllata il quale se installato, in diversi casi può sopperire all'incremento dell'umidità interna ( causa di danni da condensa) garantendo sempre un controllo della CO2 nonché della qualità dell'aria, migliorando il livello di comfort interno.
• Rinnovamento degli impianti: questo argomento è conseguenza dei precedenti punti, in quanto si è ridotto il fabbisogno termico dell'edificio potendo di fatto operare secondo principi di elevata efficienza e sostenibilità, (bassi consumi corrispondono ad una diminuzione delle emissioni inquinanti in atmosfera). Nei casi dove la committenza vuole far fronte al rinnovamento degli impianti bisogna approcciarsi a tutto il sistema impiantistico e non solo come spesso avviene al solo generatore di calore, riprogettando le modalità di distribuzione regolazione e accumulo del calore prodotto dal generatore. Di fronte ad una sensibile diminuzione del carico termico ne deriva la possibilità di scegliere le fonti energetiche per la produzione di calore che ad oggi sono molteplici con conseguente maggiori garanzie circa l'approvvigionamento, i costi, gli spazi contenitivi, il comfort e l'ecologia. Anche la produzione di acqua calda sanitaria va se possibile ripensata optando per un sistema centralizzato di produzione attraverso il sistema di riscaldamento e con l'ausilio dove possibile di un impianto solare termico.